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DiegoR8

Gibson Les Paul Heritage Series STD 80

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Peccato che nessuno mi dia un parere sul tre pezzi o sul pezzo unico, a prescindere dal quello ho scritto (magari un sacco di caxxate...)!

Ho letto con interesse un post sulle reissue e sulle CC# dove è venuto fuori il famoso palissandro brasiliano... ma prima del 1991 (anno nel quale veniva inserito nelle specie protette, da quello che ho letto) veniva usato per tutte le tastiere delle Les Paul (a parte le Custom, ovviamente...) o solo su particolari modelli?

 

Il brasiliano è stato utilizzato fino a metà anni '60 circa, successivamente su alcuni modelli o serie, ad esempio molti seriali delle Historic del 2003!! [thumbup]

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Eh, infatti mi sa che il post era proprio tuo Iso85 [thumbup]! Eventualmente, ma mi sa che è compito assai arduo, è possibile distinguerlo da una palissandro "normale"? colore, venature caratteristiche...

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Eh, infatti mi sa che il post era proprio tuo Iso85 [thumbup]! Eventualmente, ma mi sa che è compito assai arduo, è possibile distinguerlo da una palissandro "normale"? colore, venature caratteristiche...

 

Non credo, come tutti i legni è estremamente variabile.

Ci vorrebbe un' analisi microscopica.

Vedi qui, pali braz:

 

http://www.wood-database.com/lumber-identification/hardwoods/brazilian-rosewood/

 

gli altri:

 

http://www.wood-database.com/lumber-identification/hardwoods/honduran-rosewood/

 

http://www.wood-database.com/lumber-identification/hardwoods/east-indian-rosewood/

 

http://www.wood-database.com/lumber-identification/hardwoods/amazon-rosewood/

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apparentemente nelle miniature fornite da Buras è il più scuro ma praticamente su una tastiera è impossibile distinguerlo... ho capito, allora asporterò un pezzo significativo del manico della Heritage e lo porterò in laboratorio... magari me lo ridanno intatto... :-k :-k :-k

scherzi a parte, un liutaio saprebbe distinguerlo? Lo so, a volte faccio domande del caxxo [blush]

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Riconoscerlo? Dipende dalla tavola, alcune hanno delle venature un po' "ondeggianti" molto molto caratteristiche, mi viene in mente la ex Prs Cu22 di Buras, oppure molte acustiche con fasce e fondo in brasiliano, però ci sono anche delle tavole usate per le tastiere che spesso sono scure e con poche venature, io penso che un liutaio che di tavole di palissandro ne ha viste tante posso essere in grado di riconoscerlo, io sicuramente no, è anche difficile fissare dei punti in comune in base al colore, alle venature e così via, dipende.... [thumbup] [thumbup]

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Peccato che nessuno mi dia un parere sul tre pezzi o sul pezzo unico, a prescindere dal quello ho scritto (magari un sacco di caxxate...)!

Ho letto con interesse un post sulle reissue e sulle CC# dove è venuto fuori il famoso palissandro brasiliano... ma prima del 1991 (anno nel quale veniva inserito nelle specie protette, da quello che ho letto) veniva usato per tutte le tastiere delle Les Paul (a parte le Custom, ovviamente...) o solo su particolari modelli?

 

Parere su cosa esattamente? Un tre pezzi sará meccanicamente meno resistente di un unico pezzo. Per quanto riguarda il suono non cambia gnente. Che sia 1 2 3 o 10 pezzi.

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Ecco, perfetto. Gontur è dell'opinione che sia meno resistente mentre Prince afferma che sia più stabile (anche se, a onor del vero, resistente e stabile non sono sinonimi, penso che in questo contesto vogliano significare più o meno cosa ci si aspetta da un manico a tre pezzi e cosa invece da uno in pezzo unico).

L'argomento non è stato sviscerato forse perché OT ma cmq per me ha importanza. Da un lato ha perfettamente ragione Prince domandandosi perché continuino ad adottarlo per le fasce di gamma alta ma dall'altro su custom shop e CC# adottano il pezzo unico e allora delle due l'una: o il pezzo unico è migliore in termini assoluti (quindi più stabile/resistente e con meno lavorazione) oppure lo è il tre pezzi (sicuramente necessita di più lavorazione, almeno questo è un fatto).

Oppure non lo so, però mi piacerebbe saperlo soprattutto per quanto riguarda la resistenza nei confronti della torsione (e scusate se è poco!), magari mettendoci dentro umidità relativa, contenuto d'acqua del legno, caxxi e mazzi.

Qualche liutaio che abbia una teoria (pratica) inconfutabile?

Mi aspetto un altro video dal Bobbe...

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Parere su cosa esattamente? Un tre pezzi sará meccanicamente meno resistente di un unico pezzo. Per quanto riguarda il suono non cambia gnente. Che sia 1 2 3 o 10 pezzi.

 

Errato, un 3 pezzi (a quanto so, e a quanto penso) risulta più robusto e meno incline a modificazioni (torsioni varie e up/back bows) date le 3 diverse sezioni di legno (con relativamente diverse venature, fibre del legno e qualità intrinseche del pezzo -umidità etc..anche se più o meno lo standard in fabbrica ce l'hanno..-) e la presenza di un minimo di colla.

 

Penso che un pezzo unico risenta uniformemente delle variazioni climatiche e di eventuali forze fisiche in gioco...mentre un tre pezzi, per i motivi che ho sopra citato, non si comporterebbe in simile modo..

 

Il pezzo unico viene usato principalmente perchè più bello da vedere e più storicamente corretto.

 

Pronto a essere smentito, in caso... [thumbup]

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Gontur ritorna sui propri passi e dice che ha ragione Rick. Quando ho risposto mi ero focalizzato sul metallo pensando alle saldature etc, ma un manico di chitarra non è fatto di metallo. In effetti posizionando le venature dei diversi pezzi di legno in modo opportuno la resistenza aumenta sensibilmente. Il tutto può anche essere facilmente riprodotto con un esperimento empirico prendendo delle listelle in legno, sovrapponendole e provando a romperle. Se le venature di una sono perpendicolari all'altra si fa molta fatica a spezzarle, se le venature sono messe nello stesso orientamente la rottura avviene molto più facilmente. In ogni caso, IMHO, stiamo parlando di resistenze ad eventuali grosse forze applicate sul manico. In condizioni normali e in assenza di urti non credo che un manico a pezzo unico sia così maggiormente soggetto a warping o deformazioni varie.

Di sicuro il pezzo unico è più pregiato, vuoi per un fattore estetico, vuoi per un fattore meramente commerciale e di immagine.

Sul suono rimango della mia opinione. 1-2-3-50 pezzi: rilevanza sostanzialmente pari a zero.

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Ecco, si, questo mi sembra ragionevole. Se le fibre del legno di ciascun pezzo sono disposte ortogonali tra loro (o cmq non parallele) il materiale non si comporta più come "anisotropo" (vedi sopra) ed è tutta un'altra storia. Allora è preferibile il tre pezzi, concordo pienamente.

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Devo dire che esteticamente parlando certi manici in piu pezzi, se con legni ben scelti, possono essere pure piu belli da vedere di quelli con mono blocco.. Almeno per me.. qgi5.jpg

Ho visto una fantastica explorer e2 cmt come quella di mosquito con un manico fiammato in tre pezzi, messi e scelti in una maniera tale che l'effetto estetico che ne risultava era fenomenale..

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Sinceramente a me, da vedere, il tre pezzi non mi dispiace poi così tanto..anche per i top: venature dignitose, anche se non spettacolari, mi sanno di grezzo al punto giusto: un po' come dire "mink, non si può dire che sia bella da far perdere la testa, ma come suona..." [thumbup]

 

Il nr. di pezzi di legno di un manico non costituisce un canone che uso per scegliere i miei strumenti, ovviamente [biggrin]

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E poi, senza tirar fuori tante 'teorie' personali, oltre a quanto ho già detto basta vedere in giro che razza di chitarrine da qualche diecimila ci sono in giro con il tre pezzi; non occorre scomodare liutai, geppetti e altro.

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Quoto naturalmente gli ultimi interventi sul tre-pezzi. Dai tempi di san Giuseppe, per dare stabilità al legno si usa non solo l'incollaggio di vari listelli (basta guardare l'uso che viene fatto delle travi lamellari), ma addirittura il taglio del pezzo unico, e il successivo re-incollaggio con i listelli invertiti in modo che le venature, con le loro forze annesse, siano contrarie tra loro. Mi ricordo anni fa, quasi ragazzo, che feci occhi come panini a guardare come un vecchio falegname amico di mio fratello sceglieva il legno a occhio, dietro venatura, per costruire una porta, perchè appunto l'imberlamento dei vari pezzi fosse sempre contrastato.

Ah, la falegnameria, il mestiere più bello del mondo [biggrin]

 

 

Edit

 

Non so da quanto tempo ho tra i preferiti del MM una E/2 col manico 5pezzi, che se solo avessi il terzo della paga di un parlamentare me la sarei già portata a casa da un pezzo ziospeck

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oh, quoto l'intervento di mountainman alla grande, e, da profano e completamente a secco in campo liuteria, convengo sul fatto che la contrapposizione delle fibre rende sicuramente il materiale migliore in termini di reazione alle diverse sollecitazioni rispetto al pezzo unico.

In definitiva, credo che le mie riflessioni precedenti non fossero solo "teorie personali" ma basate sul comportamento reale del materiale "legno"; era sbagliata la conclusione del ragionamento in quanto non sapevo che i listelli venissero posizionati con fibre contrapposte, mea culpa... poi l'esperienza (liutai, geppetti e altro) non fa altro che confermare la teoria (se corretta...).

Evviva il tre pezzi [biggrin]

 

P.S. mai sentita l'ipotesi del doppio truss rod?

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P.S. mai sentita l'ipotesi del doppio truss rod?

So che i Rickenbaker montavano il doppio per controllare anche lo svergolamento. Non so se lo usino tutt'ora.

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Esatto, dovrebbe servire proprio per controllare l'eventuale torsione dovuta alla differenza di tensione tra le corde!

Non male come tecnica, ma se non l'hanno adottata deve avere qualche difetto (oltre il costo) oppure il problema del warping non è poi così frequente...

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Esatto, dovrebbe servire proprio per controllare l'eventuale torsione dovuta alla differenza di tensione tra le corde!

Non male come tecnica, ma se non l'hanno adottata deve avere qualche difetto (oltre il costo) oppure il problema del warping non è poi così frequente...

 

A me mi sa solo una rogna una regolazione così [biggrin]

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E poi, senza tirar fuori tante 'teorie' personali, oltre a quanto ho già detto basta vedere in giro che razza di chitarrine da qualche diecimila ci sono in giro con il tre pezzi; non occorre scomodare liutai, geppetti e altro.

 

Che non sono teorie personali nè fanatismi da geppetti e liutai.. [biggrin]

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Invoco la conoscenza dei sapiens del forum per una delucidazione sulle tipologie di ponte e stop bar (si chiama così?) montati sulle les Paul. In particolare ho notato alcune differenze sostanziali tra la R8 e la Heritage 80. I piloncini sono avvitati direttamente nel legno sulla prima mentre entrano in una boccola inserita nel top nella seconda. Lo stesso per il blocca corde che nella R8 è quasi rasente al top mentre nell'altra esce di 2-3 mm a causa del bordo dei piloncini che fuoriescono dal top.

so che esistono alcune tipologie e mi chiedevo se è tutto nella norma... Se volete rimandarmi a un link perché ne avete già parlato, nessun problema!

grazie a tutti

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In breve le tipologie sono due: Nashville,più largo e con la possibilità di conseguenza di una più ampia regolazione, con le boccole come dici tu, e ABR, più stretto, con i saddle tenuti in sede con una astina di acciaio, con due barre filettate direttamente avviate nel body. Per quanto riguarda pregi e difetti dei due mi sa che è tutto opinabile.Personalmente trovo più navigato L'ABR ma più performante il Nash. IMHO

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