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[matbard] La mia strumentazione


matbard

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Macchè presa Giù! non ti avrei messo la faccina sennò. Anzi chiedo venia se ti è parso il contrario :)

Dicevo solo che effettivamente quella selletta in quella posizione mi fa suonare accordato su tutto il manico. Non mi ero mai posto il problema prima francamente, ma anche il mitico Gianni pare non vederci nulla di strano :)

 

Saluti!

Doppia birra ? ;)

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Salve ragazzi,

 

Scusate se sono un po' assente ma stanotte ho fatto le 3:30 a sbudellare la Strato e sto approfittando di un momento di "blocco" dei terminali qui in ufficio... :D

 

Dunque la chitarra è un vecchio progetto di Claudio che stazionava già da diverso tempo nel suo "antro"(il garage...).

Siccome si sta disfacendo di diversi strumenti assemblati nei ritagli di tempo tra un lavoro su commissione ed un altro mi a aveva proposto questa '66 a suo dire da urlo. Il corpo dovrebbe essere di una giapponese, in pioppo e quindi assai leggero. Il manico invece è apparso un dì su aBbay e lui lo ha preso al volo! Non si da di che "razza" sia, si sa solo che è correttamente veener board, ha una bellissima tastiera in palissandro scurissimo con i segnatasti in pearloid ed un profilo sottilissimo che farebbe la felicità del buon Giulio...

 

Infatti quella tastiera è la prima cosa che mi è saltata agli occhi. Ma è originale F o habartizzato?

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  • 4 months later...

Bello, il Telebass ha sempre il suo fascino, sopratutto con corpo slab. Non è detto che non me ne costruisca uno, prima o dopo.

E' sempre un assemblato a quel tuo amico che vendeva il Fender BJ?

 

Si, è l'evoluzione di quello che possiedo già da qualche mese: manico, elettronica ed hardware sono gli stessi. Cambia il corpo che è in pezzo unico made in UK, con gli scassi e le smussature giuste, ed in più il tutto è relic. Il battipenna deve essere ingiallito e devo trovare il neoprene adesivo da 1 cm per realizzare la sordina sotto il coperchio copriponte(saccheggerò i negozi di moto), ma lo strumento è finito, se Dio vòle... [tongue].

 

P.S. Il BJ l'ha venduto qualche giorno fa...

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Era la barretta a cui venivano ancorate le quattro dita restanti mentre il pollice colpiva le corde. Questa infatti era la tecnica bassistica in voga negli anni '50(e buona parte dei '60, finché non arrivo San Giovanni Entwistle), anche perché nell'immaginario di Leo non era pensabile suonare il basso se non con i magici tre ingredienti indispensabili che aveva codificato lui:

 

- pollice(che attutisce di suo)

- corde lisce(quelle c'erano...)

- sordina sopra il ponte

 

Questo perché ogni altro "virtuosismo" avrebbe fatto a pezzi i delicati altoparlanti degli amplificatori dell'epoca, tant'è che i P-Bass fino al 1956 avevano un piccolo filtro passivo(condensatore+resistenza)inserito nel circuito per attenuare ulteriormente le alte frequenze.

 

Curiosità: questa barretta era realizzata completamente a mano in legno di acero a partire dai numerosi scarti di sagomatura delle palette ed era fissata con un'unica vite centrale a taglio. Veniva spessa lasciata naturale oppure verniciata di nero, ma i rarissimi esemplari di bassi con colorazioni custom fuori catalogo(i Custom Colors ufficiali apparvero solo qualche tempo dopo)l'avevano coordinata con il colore del body. Solo con la versione 3.0 del P-Bass, quella che tutti conosciamo immessa sul mercato nell'Ottobre del 1957 venne introdotto un nuovo appoggiadita di plastica nero fissato con due viti a stella che poi fu passato anche sul Jazz e sugli altri bassi di li a venire, e solo negli anni '70 questo fu spostato nella posizione "moderna" sopra le corde...

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