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MatteoLP

[MatteoLP] - la mia strumentazione

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Eccomi qua, alla fine arrivo anch'io!

 

Cercherò di postare il maggior numero di dettagli possibile, pesi a parte (scusatemi ma non sono momentaneamente dotato di una bilancia).

 

Chitarre:

 

  • Gibson Les Paul Studio

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- produzione: il 2 agosto 1995 a Nashville TN, 114° esemplare.

- finitura: wine red, spettacolare per i giochi di luce! Molto intrigante anche la venatura del top, che le foto purtroppo non mostrano.

- nickname: "Ugly Duckling" (brutto anatroccolo). Il nome l'ho scelto proprio per la favola di Andersen: non di nobile aspetto (come una regina black beauty), ma ha comunque una gran bella voce!

 

Che dire, la mia prima chitarra.. Comprata usata per un terzo con la borsa di studio degli esami di 3a media.

Ha un grandissimo valore affettivo, ed è uno strumento un po' "rude", nel senso che al primo impatto faccio sempre un po' fatica a suonarla (tra le tante cose mi piace tenere l'action piuttosto alta per i canoni di una Les Paul), ma dopo un po' che la tengo in mano torna ad essere una bestiola mansueta. Manico ciccione (certo non come una R4), come piace a me. E' l'ascia da battaglia, quella su cui ho più sudato in tutti i sensi. nonché quella più modificata. Le modifiche includono:

 

- un iniziale coil tap sui pick-up originali (490R e 498T) tramite pushpull sui toni.

- un successivo cambio dei pickup con delle repliche PAF personalizzate prodotte per me da Dave Stephens. Una grossa spesa, ma ne è valsa la pena. Hanno rimpiazzato i pick-up originali, adattandosi al wiring con il coil tap.

- cambio dei condensatori originali (a lenticchia) con degli oliocarta di rimanenza bellica russa, comprati oltreoceano su ebay. La differenza, da quello che ricordo, non si sente quasi per nulla, ma come spesso accade, la mia mente vuole convincermi del contrario. Forse forse il suono è un pelino più caldo.. diciamo che l'ho fatto più che altro per provare...

- cambio dei pot volume originali con dei logaritmici gibson da 500k. Questo è stato un toccasana, soprattutto per il pick-up al manico che si è schiarito notevolmente.

 

Il ponte Nashville originale, causa usura, è stato sostituito con un simil ABR gentilmente datomi dal mountainmain (grazie Mauro!).

 

  • Gibson Memphis ES-335 standard

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- produzione: 2015

- finitura: 60s cherry, non coprente

 

La storia narra che un giorno di fine luglio il sottoscritto si recò presso un noto store del nord-est in concomitanza di una clinic organizzata da Gibson per presentare la nuova lineup di chitarre Gibson Memphis (dipartimento separatosi da Gibson Custom, etichetta con cui fino ad allora erano marchiate tutte le semiacustiche Gibson). Al termine dell’evento sono stati messi in palio, tramite lotteria, alcuni buoni sconto di vario taglio, ed è andata a finire che ne ho vinto uno :)

Allora un paio di giorni dopo mi reco in negozio e chiedo di provare le 335 della serie nuova, ne avevano 3, di cui una in particolare con finitura rossa non coprente che ha catturato subito la mia attenzione. Assieme alle 3 marie provo anche una Gibson ES-330, completamente differente per concezione (corpo vuoto + P90), poiché bene o male come prezzi eravamo là.

Morale della favola, sono davvero contento perché delle chitarre che ho provato, alla fine quella con cui ho avuto subito feeling è stata anche quella che esteticamente mi intrigava di più.

Ad ogni modo ho dovuto aspettare un mese abbondante per portarla a casa, poiché dovevo ammortizzare vendendo la stratocaster.

Ma ne è valsa la pena, eccome!

Come si discuteva sul forum, a differenza del dipartimento Gibson USA, in Gibson Memphis gli aggiornamenti sui vari modelli sono stati più modesti o comunque rispettosi del modello storico. Ad esempio, sulle nuove 335 standard hanno introdotto i segnalasti block di serie, capotasto in osso, meccaniche grover, bordo tastiera leggermente arrotondato per facilitare l’impugnatura, pickup burstbucker 1 e 2 (questo cambiamento in particolare coincide stranamente con il cambio di pickup delle LP reissue, che d’ora in poi adottano i custombucker!).

E’ uno strumento davvero comodo, risonante, brillante (molto più della mia LP), ma molto gestibile grazie ai controlli sensibilissimi.

Se vi capitano sottomano strumenti della nuova serie, provateli!

 

  • Martin 000-28

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- produzione: 2011.

- corpo: top in abete sitka, fasce e fondi in palissandro indiano, ponte in ebano.

- manico: mogano con tastiera in ebano.

 

Un sogno nel cassetto che ho avuto per diverso tempo. E' successo di capitare una mattina in negozio, volevo provare la OM-28 e la 000-28 per capirne un po' le differenze sonore/strutturali (oltre che di prezzo).

La prima ha un manico più largo, la spaziatura tra le corde al capotasto è lievemente maggiore (ma avendole avute provate tutte e due si sente subito) e a differenza della 000 ha la scala lunga, motivo probabile per cui ho notato che tendevo a stancarmi più velocemente - abituato come sono a chitarre con scala corta.

Poi ho provato la 000-28 che ai chitarristi "elettrici" come me è molto più "familiare", parlando di tastiera. Ed è stato amore a prima vista.

Per il resto, la OM-28 ha qualche dettaglio estetico in più e le meccaniche vintage style (la 000-28 ha le Grover), e costa un po' di più. Così ho portato a casa la 000-28.

Suono eccezionale. Gli armonici sono pazzeschi, e la comodità è ai limiti dell'immaginabile.

Dopo varie titubanze e setup annessi, ho trovato la pace con l’action giusta e corde 0.11 (in termini di volume, il cambiamento dalle 0.12 è stato traumatico, non avrei mai pensato di sentire così lampante la differenza).

 

  • Fender American Standard Stratocaster (VENDUTA)

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- produzione: 1988

- finitura: black

 

Frutto di un vero e proprio attacco di GAS. Ero andato in negozio con l’intenzione di schiarirmi le idee sui vari tipi di manico, radius, pickup delle Strato, così ho chiesto di provarne un paio. Ho preso una Squier affinity, una Mexico classic, una American standard, una American deluxe e una Custom Shop relic reissue-di-non-so-che-cosa da 4k.

Poi il danno: “eh sai, se vuoi provare una bella strato ce n’è una nera dell’88 tra gli usati..”. La provo e… accidenti che bella, comodissima. Chiedo quanto viene… praticamente come una messicana nuova. Chiedo di tenermela da parte e chiamo nel pomeriggio per confermare: il danno è fatto.

I pickup sono stock, così come la circuitazione che presenta il famoso tono TBX. Tutto sommato sono molto soddisfatto di come suona, anche se sarei curioso di modificare il circuito portandolo a quello standard delle strato.

Una modifica che ricordo di aver fatto è stata settare il tremolo come fa Carl Verheyen, in

lo spiega molto bene!

 

Venduta nell’estate 2015 per finanziare l’acquisto della belva rossa :(

 

  • Gibson Custom ES-339 (VENDUTA)

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- produzione: 2008

- finitura: antique vintage sunburst

 

La 339 è stata la mia prima chitarra seria comprata nuova, con i primi risparmi dei lavoretti estivi. Ero attirato dalla forma ergonomica (ai tempi ero meno piazzato e le 335 non mi calzavano nemmeno da seduto) e dal suono che Gibson definiva essere un ibrido tra Les Paul ed ES-335, ma che in realtà si è dimostrato essere a se’ stante.

Anche questa, come la 335 che possiedo attualmente, era una chitarra molto brillante, i pickup erano ’57 classic ed il manico aveva specifiche ’59 rounded, quindi una mezza via tra il profilo standard 59 e 58, almeno credo.

Mi ha accompagnato per ben 6 anni fino a fine estate 2014, quando me ne sono dovuto separare a causa di un attacco di GAS verso un certo dottore cattivello :P

Sono molto sereno comunque, poiché trattandosi bene o male della prima chitarra che ho venduto, è finita nelle mani di una bravissima ragazza che mi ha lasciato a mascelle spalancate quando è venuta a provarla.

 

Ampli:

 

  • Two-Rock Coral 40w combo

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Ho sempre visto i Two-Rock da lontano, mai avuto l’occasione di provarne uno, ma sono stati un pallino fisso per lungo tempo. Ad un certo punto mi sono detto “E’ inutile che ci giri tanto attorno: è quello che vuoi? Bene, allora fai la pazzia, vendi quello che devi vendere e piglialo”. Detto così è riduttivo, però vi assicuro che ci ho rimuginato a lungo sulla questione.

L’occasione si presenta sul sito di Haar Guitars, vedo questo Coral, discendente diretto del Custom Reverb (l’ampli della scuderia che si rifà al Dumble ODS), di cui ho ascoltato e consumato ogni sorta di demo. Nel frattempo contatto anche l’importatore italiano, che mi spara però una cifra allucinante a causa del cambio euro/dollaro, poiché non li tenevano in stock.

Sicché l’ho ordinato, spedizione prioritaria gratuita (a differenza dell’importatore italiano che mi aveva sparato un 70euro), e nel giro di 4 giorni è arrivato.

Confesso che ci ho messo del tempo per prenderci confidenza, credevo fosse più plug n play. Essenzialmente trattasi di un bicanale con il canale pulito che entra a cascata in quello overdrive, quindi EQ condivisa: il suono di base è unico, e l’overdrive è un’estensione ingrossata del clean, come l’ODS.

Presentano comunque controlli differenziati per gain e volume tra i due canali, e la sfida è trovare il giusto bilanciamento tra i 4 potenziometri, poiché specialmente a volumi bassi l’overdrive tende a suonare scurissimo se il gain è troppo alto.

Ora che a distanza di mesi posso dire di averci preso confidenza, mi sto davvero divertendo un sacco. Tra l’effetto placebo e tra le caratteristiche soniche effettive dell’apparecchio sto scoprendo un sacco di nuances alla portata di una tacca di potenziometro, del plettro angolato diversamente, delle dita ecc..

 

  • Dr.Z Stang Ray 30w head + 1x12 cab (VENDUTO)

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La pulce girava da tempo, complice Ermanno che è un grande estimatore di questo marchio. Fatto sta che, senza entrare troppo nel dettaglio, sono incappato in questo annuncio su mercatino di una testata Stang Ray di un tipo dalle mie parti, e lo contatto per chiedere disponibilità per una permuta con la mia 339 e il Brunetti Singleman. In sostanza non sono riuscito a concludere, però con mio grande stupore si è dimostrato disponibile a tenermelo da parte fintanto che non avessi venduto da me chitarra e ampli. E così è stato, vendo la 339 e il Brunetti e a settembre 2014 carico in macchina la testa. Non avendo ancora una cassa mi sono morso le mani per quasi 2 mesi vedendo l’amplificatore sopra al tavolo che implorava di essere suonato. Nel frattempo trovo una cassa 1x12 con cono gh12-30 a buon prezzo, però dopo un paio di prove decido di cambiare il cono con un Alnico Blue che nel frattempo avevo comprato su suggerimento di Ermanno.

A differenza del Two-Rock che ho attualmente l’ampli è estremamente semplice: il design è basato su un Vox AC30 pre-top boost, ed ha solo 3 controlli: volume, cut e tone. Controlli che gestiscono meticolosamente il suono con variazioni davvero millimetriche.

Il crunch è qualcosa di spettacolare, avendo l’opportunità di tirare la bestia la bava scende subitanea. E con il volume si pulisce come nessun ampli abbia mai sentito.

Purtroppo però, come temevo, riuscivo a tirarlo solo in casa, durante i concerti essendo comunque sempre microfonato è capitato diverse volte di suonare a 0,5 di volume, ed è risaputo come amplificatori di questo carattere non rendano bene a volumi bassi.

Così ho cominciato a guardare altrove…

 

Pedalanza:

 

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Anche questa è stata oggetto di vari cambiamenti, come potete vedere nelle foto.

Ad oggi - marzo 2015 - questo è l’assetto con cui mi sono stabilizzato:

In ordine di catena abbiamo:

 

  • Buffer T1m: buffer minimale e super economico, fa quello che dice senza obbiettare.

  • TC Electronic Polytune: uno dei più affidabili sul mercato, preciso ed onesto.

  • EHX Q-tron plus: essenzialmente un autowah/envelope filter, preso per emulare un po’ certi suoni alla Grateful Dead, o comunque per aggiungere un po’ di suoni “d’effetto” al mio parco pedali. Preso usato ad un ottimo prezzo.

  • TC Electronic Hypergravity: ottimo compressore, preso per il controllo di blend per miscelare suono dry e suono compresso. Fichissimo inoltre per il discorso TonePrint di cui sono venuto a conoscenza solo dopo l’acquisto. Personalizzabile oltre l’immaginabile!

  • JHS Sweet Tea: 2 pedals in a box composto da un clone tubescreamer con vari voicing sul lato dx, mentre sul lato sx ha l’Angry Charlie, che è il pedale di risposta di JHS al Suhr Riot: distorsione cattiva ma super gestibile.

  • Strymon El Capistan: non ha bisogno di presentazioni. Ad oggi il delay più completo e compatto che abbia mai provato. E suona alla grande.

  • Expression Pedal T1m: è la scatoletta con la manopola di fianco al Soul Food, la uso per controllare il mix del Capistan.

 

Parcheggiati in garage:

 

  • KOi Drive (IN VENDITA): basato sullo ZenDrive ma con un tonestack modificato e più gain (anche se è un pedale che mi piace usare con pochissimo gain).

  • EHX Soul Food mod. JHS (NEL CASSETTO): economicissimo clone EHX del Klon Centaur, modificato da JHS per avvicinarsi maggiormente all’originale.

  • Cosmosound CS3 wah + distortion (NEL CASSETTO): datomi qualche anno fa da Georg con la richiesta di ripararlo (ha un paio di switch difettosi), e che salvo qualche uso sporadico casalingo non ho mai usato molto. (forse è il caso che te lo renda!)

 

Dal passato:

 

  • Fulltone Deja-Vibe (VENDUTO): bellissimo pedale, ci sto diventando talmente dipendente che non riesco a non metterlo dovunque anche con settaggi minimi.

  • Carl Martin Plexitone: pedale galattico con un volume allucinante, e forse è proprio questo il motivo per cui non sono riuscito ad interfacciarlo con i pedali che avevo all’epoca. Mi è dispiaciuto particolarmente venderlo perché aveva un gran bel suono, forse anche troppo gain per i miei gusti, ma di base la pasta era molto molto deliziosa.

 

 

That's all folks! [smile]

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Complimenti per le belle mogli!

La ES è molto fascinosa ma anche la studio modificata ha la sua.

In realtà stavo valutando la possibilità di una LP studio,

che rimane un bello strumento con un gran suono e più "comodo" di una Custom da portare in giro.

Oltretutto rende più disposti a modifiche e esperimenti!

 

Rispetto estremo anche per il Tiny terror!

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Oh trevisàn, era ora che esponessi la mercanzia! La tua 339 la conosco di persona ma posso farti i complimenti anche per la Studio in HW Gold e trapezi, sai che ho un debole per le Studio haha! Anche per la zia, mica tutti i chitarristi hanno la parente che ti fornisce l'acustica di quarant'anni fa. In quanto al pedale ne sto valorizzando uno anch'io, tipo il tuo, del paleolitico, Wa e Fuzz, e pure a me regalatomi da un amico dei monti ( [lol] ) che mi sta abbastanza meravigliando per le peculiarità

 

EDIT

O forse la prima volta che ci siamo visti a EsseM avevi proprio la LP?

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Orcozzìo era ora!

Scherzo, anche io ho visto e toccato dal vero ( la 339 no, in realtà ).

A proposito, io non vedo l'ora di tornare a Crocetta del Montello [biggrin]

Molto bella la foto a lume di lampada.

Per i cond allora ti racconto.

Prendo la LPC gli levo le lenticchie, attacco due cavi coccodrillati ai pots del PU al manico, metto una manciata di cond più disparati sul divano, Orange Drops, Facon, Ducati degli anni 50, Sprague etc.di tutte le risme e valori che ho a casa.

Insomma senza toccare niente, perchè sai bene che dissaldare, risaldare, richiudere etc, sembra bene, sembra male, e alla fine ti vengono i dubbi ( un po come per i PU ma con quelli non puoi fare attacca e stacca, magari ) che prima fosse addirittura meglio, provo un cond dietro l'altro ( io uso sempre i toni un po chiusi, un pelino ) e ... non ci ho trovato nessunissima differenza. Alla fine ho montato due Orange Drops, e amen, ma solo perchè li avevo appena comprati apposta. [tongue]

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Che dire, complimenti per tutte e due! :)

La Studio è esattamente del colore che piace a me, nonchè di quello in cui la comprerei: per me un bel Wine Red supera tutto!

La 339 personalmente la preferisco Cherry (proprio perchè non amo il triburst!)

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comlimenti soprattutto per l'orange!! io sono un patito orange.

dato che ho visto che hai la ppc 112 volevo chiederti il piacere se può misurare con precisione la larghezza, sul sito orange mi dà 53 cm, la vorrei prendere per avere una cassa più piccola da casa da mettere sotto la rockerverb ma non vorrei che fosse più piccola della testata, perchè mi darebbe parecchio fastido visivo! :rolleyes:

Grazie Enrico

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Era ora Matteo!

Tutta roba che mi piace, la Studio WR secondo me è stupenda, con luce intensa si vedono le venature del legno ed è una vera favola. Poi son chitarre da duro lavoro, danno soddisfazioni.

Sulla 339 ho già detto un sacco di volte che è stata in lizza con la mia 137 fino all'ultimo (in versione Antique Red), gran chitarra!

La Tiny, va beh, son di parte, non mi esprimo sui tostapane incazzosi. [biggrin]

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Grazie a tutti! ;)

 

 

comlimenti soprattutto per l'orange!! io sono un patito orange.

dato che ho visto che hai la ppc 112 volevo chiederti il piacere se può misurare con precisione la larghezza, sul sito orange mi dà 53 cm, la vorrei prendere per avere una cassa più piccola da casa da mettere sotto la rockerverb ma non vorrei che fosse più piccola della testata, perchè mi darebbe parecchio fastido visivo! :rolleyes:

Grazie Enrico

 

allora, ho provato a misurare la larghezza con un comunissimo metro da murèr, e mi segna un 54,5 cm bello abbondante, due tacchette sotto i 55. Tenendo conto dei bordi più esterni, ovviamente. Spero di esserti stato d'aiuto [smile]

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E bravo Matteo, era ora che postassi la tua strumentazione!

 

Ho avuto la fortuna di provare quella LP Studio, e posso dire che oltre che essere bella come alcuni hanno già sottolineato, è pure buona! E' comoda e suona molto bene, quei magneti sono molto validi, ho un buon ricordo sopratuttto di quello al manico.

 

La 339 non si discute, e devo dire che in accoppiata con la Tiny volendo sa essere ben equilibrata, mi ricordo quando il Mat è venuto a suonare da queste parti ed aveva suono e vol perfettamente sotto controllo, bravo!

 

Si rivede il Cosmosound! Sotto l'adesivo con la firma c'è un timbro a datario, dovrebbe essere del 1979.

[biggrin]

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seppure in ritardo complimenti anche da parte mia [thumbup]

 

il "brutto anatroccolo" wine red è davvero bello, a proposito le meccaniche le lascerei vintage [biggrin]

bella anche la 339... una chitarra che mi ha tentato a lungo e che tuttora mi intriga moltissimo per la sua comodità e leggerezza, gran bella chitarra [thumbup]

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...

- cambio dei pot volume originali con dei logaritmici gibson da 500k. Questo è stato un toccasana, soprattutto per il pick-up al manico che si è schiarito notevolmente.

...

[thumbup]

La modifica migliore che si possa fare sulla Les Paul insieme al 50' wiring..

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[thumbup]

La modifica migliore che si possa fare sulla Les Paul insieme al 50' wiring..

Non sempre...

mi è capitato di dover rimettere i 300Kohm.

 

Bravo Matteo, bella catena equilibrata [wink]

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Bellissimi strumenti e ottimo gusto, trovo che le due elettriche siano davvero belle oltre che, immagino, anche ben suonanti [thumbup]

Sono anche io tra gli estimatori del Tiny Terror, anzi diciamo pure che lo adoro e che è stato senza dubbio uno dei miei migliori acquisti... in generale sono un patito di ampli e casse Orange (la mia TT la collego ad una magnifica 2x12 closed back arancione). Complimenti per la strumentazione!

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Orca....la tua strumentazione me l'ero persa!

Complimentoni amico! Le semi della Gibson fanno sempre la loro strepitosa figura. Quella 339 è bellissima. Per quanto riguarda la Studio è pittata con una delle mie finiture preferite [thumbup]

 

E, senti, visto che come ho detto questo topic me l'ero perduto, l'aggiornamento in cosa consiste esattamente?

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